domenica 27 aprile 2014

 

5 x 1000












DONA IL TUO 5 PER MILLE AL GRUPPO AFRICA GRAND BAOBAB ONLUS PER SOSTENERE GLI AMICI DEL MALI!

BASTA INDICARE IL NOSTRO CODICE FISCALE (98167230170) E FIRMARE NELL'APPOSITO RIQUADRO CHE FIGURA SUI MODELLI DI DICHIARAZIONE IRPEF! 









 



domenica 20 aprile 2014


La rentrée del Mali

Islam e società. Con le ferite della guerra ancora aperte, gli intellettuali del paese africano s’interrogano su come reagire all’invadenza delle pratiche magico-religiose nella sfera politica

Svolta poli­tica impor­tante, in Mali: dopo le dimis­sioni del pre­mier Oumar Tatam Ly in carica da pochi mesi, è il tren­ta­no­venne Moussa Mara – ex sin­daco di una delle cir­co­scri­zioni di Bamako, cam­pione della lotta alla cor­ru­zione e famoso per il suo dina­mi­smo – ad assu­mere la guida del nuovo governo che si è inse­diato lo scorso 11 aprile. Si apre così una fase ine­dita, rispetto agli eventi di un paio di anni fa, quando la regione dell’Azawad è scon­volta da vel­leità indipendentiste-jihadiste e nella capi­tale ha suc­cesso il golpe del capi­tano Ama­dou Haya Sanogo con­tro Ama­dou Tou­mani Touré, pre­si­dente inde­bo­lito e al ver­tice di un sistema sì demo­cra­tico, ma ina­de­guato a gestire il con­flitto coi ribelli tua­reg del nord. I gruppi armati sono, ini­zial­mente, con­trol­lati dal Movi­mento nazio­nale di libe­ra­zione dell’Azawad (Mnla), che poi sce­glierà di allearsi (con sorti alterne) alle mili­zie isla­mi­ste del Mujao, Ansar Eddine e Aqmi.
Solo l’operazione «Ser­val», pre­di­spo­sta dalla Fran­cia nel gen­naio 2013, su richie­sta del pre­si­dente ad inte­rim Dia­counda Traoré, tam­pona un qua­dro pas­si­bile di con­durre il Mali alla spac­ca­tura. Nell’intento di ritro­vare un’esistenza poli­tica nor­male, già nell’agosto, sono indette le ele­zioni per il capo di stato, che vedono la vit­to­ria d’Ibrahim Bou­ba­car Keïta, figura gra­dita a Parigi e appog­giata dai lea­der reli­giosi. A tale con­sul­ta­zione, segue il rin­novo del Parlamento.
Ma, nel 2014, la crisi è dav­vero die­tro le spalle? Nelle città del centro-sud non vi è segno di ten­sione e la pre­senza dell’esercito sulle arte­rie extra-urbane è vistosa. La vita ha ripreso il suo corso: l’economia tenta di ripar­tire, con­fi­dando nei fondi pro­messi dalla Ue; mille riforme sono in campo; Sanogo viene arre­stato con l’accusa di omi­ci­dio (mal­grado la pro­mo­zione a gene­rale); una com­mis­sione «verità-giustizia-riconciliazione» è nata a marzo… Eppure, le ferite restano aperte, e le pro­vince del nord (Gao, Tim­buctu, Kidal) cono­scono una pace pre­ca­ria, con le forze del Mnla onnipresenti.
L’esigenza dei maliani d’immaginare il futuro su nuove basi è pal­pa­bile, al punto che per­sino una mani­fe­sta­zione dedi­cata alla let­te­ra­tura, come la Ren­trée lit­té­raire (25–28 feb­braio), ha posto al suo cen­tro il tema «diver­sità e con­vi­venza». Come ha spie­gato il mini­stro della Cul­tura Bruno Maïga, la Ren­trée si è qua­li­fi­cata quale spa­zio che ha per­messo agli intel­let­tuali di con­fron­tare le loro espe­rienze a con­tatto con il pub­blico. Nei dibat­titi si è messo l’accento sulla plu­ra­lità delle voci nel paese, in una pro­spet­tiva di ugua­glianza, libertà e auto­no­mia, inter­ro­gan­dosi sul ruolo della lai­cità nella lotta alle discri­mi­na­zioni e nel pro­muo­vere l’integrazione fra le com­po­nenti socio-culturali esi­stenti. Pre­cise que­stioni sono emerse quali nodi irri­du­ci­bili: la crisi maliana è stata un fat­tore di rego­la­zione sociale, un indi­ca­tore di resi­stenza al cam­bia­mento o il sin­tomo dello spro­fon­dare di un’intera col­let­ti­vità? Che giu­sti­zia per­met­terà di rites­sere i legami sociali? Quale gover­nance, fra decen­tra­mento ammi­ni­stra­tivo e fede­ra­li­smo, favo­rirà la ripresa?
Espressa in maniera chiara, una pre­oc­cu­pa­zione acco­muna oggi gli intel­let­tuali: come rea­gire all’invadenza socio-politica dall’islam, rispetto a un appa­rato sta­tale privo di ener­gie, in un paese mul­tiet­nico e for­mal­mente laico (come atte­sta la Costi­tu­zione del 1992), ma in cui il 90% della popo­la­zione è di fede islamica?
Seb­bene le istanze jiha­di­ste siano state iso­late, la reli­gione si è affer­mata, nella prassi quo­ti­diana, come fonte di legit­ti­mità per il potere. Per altro, di recente, il mini­stro all’Urbanistica, per­so­nag­gio di peso, ha soste­nuto che solo le orga­niz­za­zioni musul­mane sono in grado di mobi­li­tare le masse. I par­titi non rie­scono a coin­vol­gere i cit­ta­dini. In caso di neces­sità que­sti ultimi non si rivol­gono alle isti­tu­zioni pub­bli­che, ma sanno che l’unico pos­si­bile soc­corso può venire dalle orga­niz­za­zioni con­fes­sio­nali, impe­gnate in ambito uma­ni­ta­rio. Il feno­meno è tal­mente rico­no­sciuto che, ormai, gli stessi espo­nenti poli­tici cer­cano di assi­cu­rarsi il soste­gno del mondo reli­gioso, in pri­mis dell’Haut Con­seil Isla­mi­que du Mali, ma pure quello di nota­bili come gli shaykh delle mag­giori con­fra­ter­nite o i grandi mara­bouts, dai quali si lasciano con­si­gliare e accom­pa­gnare per accre­scere il pro­prio prestigio.
L’importanza degli skaykh e dei mara­bouts non si con­nette, comun­que, in maniera esclu­siva alla loro abi­lità nelle pre­di­che, fatte in moschea o tra­smesse via radio, tv, cd e cas­sette, ma va attri­buita alle facoltà misti­che e magico-religiose di cui sareb­bero deten­tori alcuni di loro. Insomma, il potere poli­tico diviene in qual­che misura suc­cube di un rap­porto con l’invisibile e le forze che lo domi­nano, che nes­suno o quasi, mette in dub­bio. Un cele­bre detto riflette tale realtà con sar­ca­smo: il Mali è un paese al 90% musul­mano, al 10% cri­stiano e al 100% animista…

martedì 25 marzo 2014

Baobab Running Cup Tour 2013/2014 - 2 TAPPA

VI ASPETTIAMO PER LA SECONDA TAPPA DEL BAOBAB RUNNING CUP TOUR 

CON L'ECCEZIONALE PRESENZA DI MONS. DIARRA, VESCOVO DI SAN

DOMENICA 6 APRILE 2014 A PADERGNONE DI RODENGO SAIANO

IL RITROVO È ALLE ORE 8 PRESSO L'ORATORIO IN VIA FRANZINE,1

LA PARTENZA È ALLE ORE 9

TUTTO IL RICAVATO SARÀ  DEVOLUTO AL PROGETTO DELL'OSPEDALE DI SAN

IL REGOLAMENTO DELLA MANIFESTAZIONE SI PUÒ LEGGERE NELLA PAGINA "Baobab Running Cup Tour" 


sabato 5 ottobre 2013

BAOBAB RUNNING CUP TOUR - 2° EDIZIONE

LA SECONDA EDIZIONE DEL BAOBAB RUNNING CUP TOUR SI APRE 

DOMENICA 20 OTTOBRE A CASTENEDOLO!!

SI PARTE ALLE ORE 9.00 DAL PARCO "P.PISA" PER LA CORSA DI 10 KM O LA PASSEGGIATA DI 4 KM ADATTA A TUTTE LE ETA'. 

L'ISCRIZIONE E'  DI 5 EURO PER GLI ADULTI E DI 3 EURO PER I BAMBINI FINO AI 12 ANNI. TUTTO IL RICAVATO SARA' DEVOLUTO AL PROGETTO DEL CENTRO DI SALUTE DI SAN. 

VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!!






mercoledì 18 settembre 2013

A KIDAL TUAREG BLOCCANO VISITA MINISTRI


Misna, settembre 16, 2013 - 14:11 MALI

Rimane tesa la situazione nel capoluogo nord-orientale di Kidal dove una delegazione ministeriale è stata costretta a fare marcia indietro, attaccata da esponenti della ribellione tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla). In base alla ricostruzione dei fatti diffusa dalla stampa maliana, giovani sostenitori dell’Mnla hanno dapprima impedito all’aereo di atterrare e poi hanno scagliato pietre contro il convoglio ministeriale diretto in città, costringendo la delegazione ufficiale ad interrompere la propria visita.
Il neo ministro della Riconciliazione nazionale e per lo Sviluppo delle regioni settentrionali, Cheick Oumar Diarrah, era accompagnato dai suoi colleghi incaricati della Sicurezza interna, il colonnello Sada Samaké, e dell’Amministrazione territoriale, il generale Muossa Sinko Coulibaly. “Siamo venuti qui, inviati dal presidente della Repubblica, per portare un messaggio di pace alle popolazioni e ai capi tradizionali ma anche per discutere di una soluzione durevole della crisi maliana, per raggiungere la pace e la sicurezza” ha detto Diarrah al suo arrivo a Kidal. Nel capoluogo due ordigni sono esplosi mentre era in corso la visita degli esponenti di governo, senza fare alcuna vittima. I caschi blu della Missione Onu (Minusma) hanno utilizzato gas lacrimogeni per disperdere il corteo di simpatizzanti dell’Mnla che contestava i rappresentanti di Bamako.
Ma anche negli altri territori dell’Azawad l’instabilità è palpabile, soprattutto dopo le violenze che si sono verificate mercoledì scorso nella zona di Foïta, al confine con la Mauritania, tra l’esercito maliano e uomini dell’Mnla, concluse con alcuni morti. In un comunicato diffuso nelle ultime ore a firma di Mossa Ag Attaher, il portavoce della ribellione tuareg ha minacciato di “replicare agli aggressori” fino ad “annientarli” in caso di nuovo incidente armato. L’Mnla accusa le autorità di Bamako di aver violato gli accordi di Ouagadougou firmati lo scorso giugno con l’attacco commesso contro le posizioni del gruppo ribelle ma anche per la mancata scarcerazione dei prigionieri tuareg. Sulla carta il nuovo governo del presidente Ibrahim Boubacar Keïta ha due mesi di tempo dal suo insediamento per raggiungere un accordo di pace definitivo con la controparte. A questo punto i negoziati appaiono davvero in salita.

DOPO IL GIURAMENTO, GLI IMPEGNI DEL PRESIDENTE KEITA


Misna, settembre 5, 2013 - 8:56  MALI  

“Nessuno sarà al di sopra della legge: verrà applicata allo stesso modo per tutti. Voglio porre fine all’impunità che ha devastato le istituzioni politiche e giudiziarie del nostro Stato”: è questo il primo impegno preso da Ibrahim Boubacar Keïta (anche detto ‘Ibk’) nel discorso pronunciato dopo aver prestato giuramento come nuovo presidente del Mali per i prossimi cinque anni. ‘Ibk’, eletto al ballottaggio dello scorso 11 agosto con il 77,6% dei consensi, ha subito fatto riferimento alle recenti alluvioni che hanno causato vittime e ingenti danni a Bamako, promettendo di “identificare le varie responsabilità all’origine di questa recente tragedia”. Il neo presidente ha ribadito il suo impegno a favore della lotta alla corruzione e per una gestione più responsabile e accurata dei fondi pubblici.Ma per ‘Ibk’ l’altra sfida “priorità e pressante” riguarda la riconciliazione e l’unità nazionale. “Non mi dimenticherò mai che mi avete assegnato quest’incarico per prendere cura di tutti gli aspetti della vita della nostra nazione (…) Voglio riconciliare i cuori e le menti, ristabilire una vera fratellanza fra di noi in modo che tutti possano partecipare in modo armonioso alla sinfonia nazionale” ha detto Keïta. Secondo il capo dello Stato, “servono azioni adeguate per trovare soluzioni solide in grado di portare a una pace durevole e di farci uscire in modo definitivo dalle crisi cicliche nel nord del paese”. Per 18 mesi, in piena transizione politica sotto la guida di Dioncounda Traoré, Bamako ha combattuto un conflitto armato con la ribellione tuareg del Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad (Mnla) e gruppi armati islamici. Se le vaste regioni desertiche settentrionali sono state liberate, anche grazie all’intervento di truppe francesi e africane, oggi ancora la situazione rimane instabile.Per l’organizzazione Human Rights Watch,  il Mali si trova a “un crocevia” e tocca a Keïta “risolvere una volta per tutte corruzione, impunità, indisciplina nelle forze di sicurezza” ma anche “porre fine alle tensioni etniche e alla povertà diffusa: tutte dinamiche che hanno portato il paese sull’orlo del crollo totale”.

mercoledì 3 luglio 2013

BAOBAB RUNNING CUP TOUR - ODOLO

DOMENICA 14 LUGLIO 
ORE 9.00

A ODOLO 


SI TERRA' LA TAPPA CONCLUSIVA 
DELLA PRIMA EDIZIONE DEL BAOBAB RUNNING CUP TOUR!!!

SI PARTE DAL PIAZZALE AVIS (nel centro del paese) E LE ISCRIZIONI SONO APERTE FINO ALLE ORE 8.45... VI ASPETTIAMO NUMEROSI!!!

PER SAPERNE DI PIU' LEGGETE IL BOOK DELL'EVENTO NELLA PAGINA DEDICATA AL BAOBAB RUNNING CUP TOUR.